Come presentare la tua idea: cosa cercano gli Shark

di Eduardo Belli     Guardando il programma televisivo, ormai famoso negli Stati Uniti, Shark Tank mi sono accorto di una serie di difficoltà che incontrano i promotori di progetti, aziende ed idee per rendere appetibile il loro agli squali della finanza pronti ad investire le loro risorse. Tutti sono convinti che la loro idea e il loro progetto funzionano e spesso è cosi anche di fatto. Ma cosa pensano gli Shark? In fondo sono loro che devono finanziare l’impresa! Facendo molta attenzione alle presentazioni, agli atteggiamenti e ai prodotti proposti è possibile notare diverse reazioni dei nostri mostri della finanza, dovute a diversi aspetti dell’insieme presentato: - Le persone; - La passione; - Il prodotto. Gli Shark in prima istanza valutano le persone. Bisogna essere preparati sull’argomento, competenti nel gestire le operazioni e gli sviluppi del progetto, al di là delle motivazioni che portano a metterlo in piedi. Perché credere in te e non in un’altra persona? Cosa puoi dare loro che altri non possiedono? La domanda più volte effettuata è stata:” Come ti vedi fra 5 anni?”, non tutti hanno saputo rispondere. Sapere cosa si sta facendo, gestire un’attività con tutte le difficoltà che si possono incontrare in un ampliamento futuro, diviene di primaria importanza per gli investitori che vogliono credere in te e nella tua idea. Molti sono in grado di formulare idee, ma pochi riescono a concretizzarle. Cercare un investitore vuol dire cercare risorse non solo in denaro, ma anche conoscenze e competenze utili allo sviluppo del business. Per questo gli Shark richiedono passione e dedizione al progetto in esecuzione, duro lavoro per condurlo alla crescita e alla diffusione. Solo chi dedica tempo, ha davvero passione e crede nella sua azienda può realizzare il suo sogno, questo è l’assunto di partenza. Se non ci credi tu, perché dovrebbero crederci loro? Quando si parla di vendere, si parla di prodotto. Per poter vendere il tuo prodotto ai consumatori, devi prima venderlo allo Squalo. Cosa cerca lo Shark nel tuo prodotto? Semplice, un ricavo. Ciò che vendi deve essere vendibile, innovativo, deve esserci (o creare?) un mercato. Si chiederanno perché investire nel tuo prodotto e non in altri: cosa differenzia il tuo prodotto dai competitors? Raccogliere queste informazioni efficacemente, per attirare l’interesse di un venture capitalist, in una breve presentazione renderà maggiormente appetibile sia il vostro progetto che la vostra persona aumentando le vostre chances di realizzare il vostro sogno.

Expo 2015: un benchmark per l’Italia

http://www.hdtvone.tv/wp-content/uploads/2014/08/EXPO-2015.jpg di Luca Buffolano, Salvatore Pellegrino, Fabio MartinoNutrire il pianeta, energia per la vita ” questo è il messaggio dell’evento più atteso dell’anno, l’ EXPO Milano 2015. Una grande vetrina mediante la quale dare visibilità alle risorse, alle organizzazioni e alle competenze che formano e caratterizzano il nostro Paese. I pilastri tematici dei prossimi sei mesi d’esposizione saranno il cibo e l’alimentazione, oltre alla salvaguardia verso gli sprechi e le innovazioni di settore all’insegna di una grande sfida: sfamare 9 milioni di persone sul pianeta. Un evento che si appresta a raccogliere 148 Paesi per 154 padiglioni ad hoc nei quali questi si insedieranno per condividere la loro cultura ed i loro prodotti. Una grande sfida o più semplicemente un benchmark per mettere alla prova l’Italia nella gestione e nella organizzazione di uno degli eventi più chiacchierati degli ultimi tempi. L’obiettivo più caro al paese è di attrarre stakeholders, capitali ed interessi da tutti gli angoli del pianeta per creare nuove occasioni di business nel tentativo di rilanciare una volta per tutte l’economia nazionale in perenne deficit da svariati anni. Un evento di carattere mondiale comprendente un bacino di attrazione assai vasto, un numero indeterminato di visitatori e un'attenzione molto alta sollecitata da parte dei media per creare il massimo coinvolgimento possibile di tutti i potenziali partecipanti.   L’esposizione inoltre può essere esaminata in modo più analitico secondo varie metodologie;  secondo la classificazione per complessità e frequenza (Bonetti e Simoni, 2004) l’evento si collocherebbe nella categoria degli eventi occasionali di alta complessità poiché gode di una ripetibilità molto limitata e richiede un impegno assai vasto da parte di tutto il paese in termini economici, organizzativi e di risorse umane per realizzare un progetto così appunto complesso. In definitiva l’esposizione è icona di sinergie fra il pubblico ed il privato, fra i paesi in via di sviluppo e le potenze mondiali, fra chi produce e chi acquista. Proprio perché “un evento in genere rappresenta un processo di creazione di valore per gli individui di un territorio e non solo per gli agenti coinvolti” (Cercola, 2000). La location designata è Milano, che nel tempo si è affermata come un'importante realtà cosmopolita europea centro di culture, moda, tecnologie e varie forme di espressione artistica. Milano,   “smart city” che può contare su uno sviluppo tecnologico primo in tutta la penisola, si faccia riferimento ad esempio alla larga connettività mediante fibra ottica, alla diffusione di app per l’erogazione di servizi ai cittadini e lo sviluppo di aree eco-sostenibili dotate delle ultime tecnologie come l’area di recente costruzione nella quale sorge il nuovo quartier generale del gruppo Unicredit. Per cui dispone più che mai dei requisiti necessari per rappresentare l’Italia 2.0 più di qualunque altra metropoli. Tuttavia per garantire il migliore risultato possibile la città ha richiesto investimenti specifici per fornire infrastrutture adeguate e per arricchire la brand image Milanese. Quindi l’edificazione di grandi opere pubbliche per un importo di 19 miliardi di euro e uno stravolgimento di servizi e mezzi di comunicazione per poter fornire la migliore esperienza possibile ai visitatori e raggiungere gli standard delle città più evolute del panorama mondiale. Anche in questo caso il tentativo è stato quello di forgiare nuovamente una migliore immagine turistica, economica e sociale idonea a generare attrattività estera. Soprattutto per l’immagine turistica può rivelarsi molto utile creare agli occhi dei visitatori una “non price competition” ovvero associare a Milano, metropoli italiana e sede dell’evento, determinati significati simbolici a lungo termine per valorizzare, differenziare e rendere unica la città anche dopo i sei mesi d’esposizione. Nell’analisi dell’organizzazione dell’intera struttura che accoglie l’evento desume il grande impegno portato avanti per garantire la completa operatività dei padiglioni entro la data d’inaugurazione, inoltre si può evidenziare il grande contributo da parte del nostro paese come gesto di solidarietà per il completamento del padiglione della nazione del Nepal gravemente colpita da un disastro naturale di grande portata. Per cui L’Italia è uno dei paesi più impegnati fra i vari padiglioni presenti ed i riflettori sono puntati soprattutto sull'organizzazione delle varie regioni e fra queste occorre sottolineare il caso della regione Sicilia che nelle ultime settimane è stata considerata come una tra le regioni che potrebbe aspirare a diventare la protagonista del padiglione nazionale. Questa può essere un'occasione importante per innovare ed internazionalizzare non solo le risorse di queste terra ma anche l’immagine di un territorio oggetto di luoghi comuni, come mafia e corruzione, attraverso un ampio programma fatto di workshop su temi come la terra, l’acqua, il fuoco per valorizzare l’economia terrestre e del mare, le attività e i prodotti locali. I pilastri dell’esposizione sono vari e le aree tematiche di principale interesse ai fini dell’analisi sono l’agricoltura, il turismo e l’industria. La prima, l’agricoltura, oltre il trend del bio e il contatto con la natura cerca di acquisire nuovamente un ruolo importante all'interno degli attuali sistemi moderni. Va menzionato il caso della regione Toscana la quale rappresenta una delle principali realtà emblema del buon vivere tra agricoltura e ristorazione e  ne va riconosciuto l’impegno nel creare una filiera sempre più attenta ai prodotti e in stretto legame con gli imprenditori nel settore della ristorazione anche per contribuire allo sviluppo economico locale. D’altronde è molto presente l’espressione “ridare centralità all'agricoltura” proprio perché si vuole spingere a riconsiderare il ruolo del settore primario quale settore fondamentale per l’alimentazione di una comunità oltre al ripristino di una produzione più tradizionale a discapito di un settore come quello agroalimentare che oggi dimostra di essere sempre più industrializzato. Il turismo rappresenta una delle priorità per EXPO per garantire un buon rendimento dell’esposizione. Promuovere il territorio per rendere appetibile la Lombardia e tutto il territorio Italiano agli occhi dei turisti internazionali, attrarre non solo chi già visita saltuariamente il paese per piacere o per business ma nuovi visitatori. È utile considerare i risultati che emergono dal recente rapporto nato dalla collaborazione tra Tourism Club e Unicredit che fa notare una minore partecipazione generale rispetto alle aspettative; la principale preoccupazione è una dipendenza dai paesi occidentali come la Germania e una debole partecipazione Cinese nonostante la loro forte presenza sui mercati esteri per acquisti di vario genere tra i quali i prodotto agroalimentari. Questi risultati dimostrano in conclusione che la partecipazione prevista sarà data da una platea di persone interessata prevalentemente al mondo enogastronomico a differenza del turismo business o congressuale altrettanto importante ma assente secondo le statistiche. L’industria è un altro tassello importante di questo evento rappresentato sopratutto dalla categoria dell’agroalimentare come riportato in precedenza. Questo settore è una fetta importante del business dello stivale che può contare su un fatturato di circa 162 milioni di euro nell’ultimo anno costituito da 50.000 imprese e 420.000 impiegati operanti. Questi valori rappresentano ben l’80% di tutta l’industria Italiana fatta di grandi numeri nonostante la grave crisi Mondiale ed è linfa vitale per la nostra bilancia commerciale nel breve e nel lungo periodo. L’EXPO è un'occasione irripetibile per un paese come l’Italia di riconfermarsi quale maggiore esportatore dell'agroalimentare a dispetto di tanti altri grandi competitors come Stati Uniti, Svizzera, Regno Unito, Germania e Francia. Il cibo, grazie alle nostre risorse e tradizioni, può rappresentare l’equazione “Energy = food for industry” indicando il rapporto tra cibo, energia e industria nello spirito d’innovazione che avvolge tutta l’esposizione. Una grande vetrina sopratutto per questo settore con tutti i più grandi protagonisti dell'industria alimentare italiana da Parmalat a Citterio, da Balocco a Divella. La formazione è un'ulteriore parola chiave che si aggiunge a questo pilastro sopratutto per ciò che riguarda lo sviluppo di prodotti innovativi (ipsos qualivita) con focus e approfondimenti sulla qualità e sul green-food attraverso icone del settore e la presenza della stampa internazionale specializzata. Al di fuori delle varie aree tematiche ed iniziative anche il settore sociale risulta essere di vitale importante, infatti possono essere prese in considerazione alcune criticità che possono (e potrebbero ancora) compromettere l’ordinario equilibrio sociale previsto.  Oltre agli episodi avvenuti nei giorni scorsi e  altre varie ed eventuali debolezze, ci sono anche dei validi punti di forza del sociale come le varie iniziative per promuovere la coesione sociale e la riduzione di disparità culturali ed etniche sopratutto per le categorie più deboli. Infatti si è deciso fin da subito di provvedere alla donazione di circa 7.000 biglietti speciali destinati alle persone colpite da handicap per l’accesso all’esposizione. Non solo ma sono stati creati nuovi posti di lavoro per includere tutte le persone più disagiate in ruoli di coordinamento, varie attività di prevenzione per la salute e corsi di italiano per stranieri. Tutto ciò all’insegna di una corretta attività sociale che possa includere tutte le categorie meno abbienti e garantire il diritto a partecipare a questo grande evento. Si è provveduto anche all'installazione di una info line per coprire la richiesta di informazioni da parte degli utenti e partecipanti attraverso una continua sinergia con il territorio. L’impatto economico forse è uno dei temi più caldi e ricercati, sembra essere promettente e prevede sopratutto un incremento del valore aggiunto per l'economia italiana il cui contributo con Expo sembra essere significativo con più di 29 miliardi di euro in un'ottica a lungo termine garantendo un incremento di gettito fiscale di più di 11.5 miliardi di euro e di un tasso di occupazione con più di 61 mila posti di lavoro per la regione Lombardia. Vi è stato anche il contributo da parte di alcuni gruppi finanziari per garantire una maggiore partecipazione del tessuto economico imprenditoriale all'iniziativa nonostante le varie difficoltà che oggi vive la classe imprenditoriale media Italiana, è il caso di Banco di Napoli che ha deciso di accollarsi le spese necessarie per garantire ai suoi correntisti un posto all’interno dello stand Italiano per poter esporre i propri prodotti o presentare i servizi erogati. Bisogna anche parlare di sostenibilità ambientale e di quanto si sia lavorato per certificare tale obiettivo. Sono state fatte notare in alcune pubblicazioni recenti varie criticità legate a questo tema: una prima criticità è legata all'organizzazione dell'evento ovvero la mancata presenza di una sezione o un'area dedicata allo sviluppo di nuove tecnologie o strumenti per l’impatto ambientale nonostante il forte interesse da parte degli organizzatori di discutere del ambiente che ci circonda oltre ciò che mette a disposizione. Da non dimenticare l'aspra critica lanciata da Carlo Petrini (fondatore della nota associazione Slow Food), in merito al disastro ambientale causato dal cemento dei cantieri per l'edificazione dell'intera struttura e dei padiglioni che accoglieranno l'evento. Queste criticità sono un'importante occasione di feedback per poter comprendere anche le negatività e poter trovarne rimedio. Nonostante ciò, vi sono interessanti esempi di promozione ambientale dedicati all'agricoltura e all'alimentazione come ad esempio l’iniziativa promossa da Legambiente, Alce Nero e Ferrovie dello Stato denominato “Progetto Conversione” la quale prevede l'allestimento di un treno verde in Emilia Romagna per la tutela della natura. Ripensare all'agricoltura e alla cultura del bio come formidabili fattori di promozione dell'identità culturale e sociale di un territorio per la diffusione dell’agricoltura biologica di cui l'Emilia Romagna ed in particolar modo l'Italia sono importanti esportatori e rappresentanti. La società che organizza l'Expo del 2015 sta sviluppando un proprio inventario, per la contabilizzazione delle emissioni di gas ad effetto serra in coerenza con le più avanzate esperienze maturate da eventi simili a livello internazionale. CONCLUSIONI Si può pertanto affermare che l'Italia con questo evento, nonostante gli svariati dubbi circa la reale competenza e le risorse a disposizione per poter attuare questo progetto, ha risposto bene a questa prova riuscendo a promuovere un evento di così grandi dimensioni in modo efficiente ed efficace. Le varie aree tematiche scelte si stanno dimostrando attrattive ed oltretutto accattivanti. Tuttavia gli ostacoli sono stati molti, soprattutto legati agli eventi di natura legale e sociale riguardo l'esposizione, ma si è comunque riusciti a presentare il meglio che Expo, Milano, la regione Lombardia e l'Italia hanno da esibire al mondo. Il più grande sforzo è stato quello di creare una sinergia unica con tutti gli attori coinvolti pur di rendere l'Expo di Milano impeccabile, nelle speranze che ciò possa ripagare con un riavvio definitivo dell’economia nazionale esaudendo le aspettative della politica e della comunità. LINK E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 1. http://www.repubblica.it/economia/2015/04/19/news/turismo_italia_studio-112341764/ 2. http://www.confindustria.it/Aree/AltriDocumentiEXPO.nsf/B76A02BEC9A6C6BDC1257864005A0E49/$File/Impatto%20sull'Economia%20italiana.pdf 3. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-04-27/quanto-vale-expo-2015-l-italia-80percento-mercato-agroalimentare--vai-mappa-economica-interattiva--071855.shtml?uuid=ABalSLWD 4. http://www.leggilanotizia.it/moduli/notizia.aspx?ID=8796 5. http://www.gamberorosso.it/news/item/1021945-tuttofood-a-milano-il-salone-dell-agroalimentare-in-sinergia-con-expo-2015-una-vetrina-per-il-made-in-italy 6. http://www.ansa.it/toscana/notizie/expo2015/2015/04/01/expoagricoltura-sociale-e-buon-vivere_1cb05aa4-e38e-43bd-8496-938e04beecdf.html