Start up Lab: un laboratorio per l’imprenditorialità

di Federico Giovanni Rega e Eduardo Belli Capua, giovedì 4 giugno 2015   E' stato inaugurato in Aula Magna del Dipartimento di Economia della SUN, lo Start up Lab, il laboratorio accademico per creare nuove imprese e diffondere l’imprenditorialità nelle grandi aziende e nei centri di ricerca. Il tema centrale del convengo tenutosi in occasione dell'inaugurazione è stato "Startup, spinoff e trasferimento tecnologico: uno sguardo al futuro". L'introduzione del prof. Giuseppe Sannino ha riguardato alcuni punti chiave: in primis, la duplice finalità del Lab, scientifica e operativa. Il ciclo di vita delle nuove imprese si riduce drasticamente e manca anche una vera e propria cultura imprenditoriale; il Lab mira proprio a colmare tale deficit. Viene considerata centrale quella celebre terza missione dell'università, sui cui tanto ha scritto il prof. Sorrentino, ideatore del Lab e su cui si è soffermato anche Massimiliano Mattei, Pro-Rettore alla Ricerca SUN: "Occorre consolidare il patrimonio culturale e realizzare una creazione di ricchezza, una valorizzazione della conoscenza per lo sviluppo economico". Quest'ultima avviene quando vi è il passaggio (delicatissimo ed incerto) da ricerca di base a ricerca applicata e i risultati della ricerca diventano trasferibili e sfruttabili economicamente. Due (ma forse molte di più) sono le difficoltà principali per la crescita di una start up o uno spin-off: il reperimento di fondi e un deficit di cultura aziendale (a tal proposito il prof. Sergio Sciarelli, in un magistrale intervento a conclusione del convegno, ha parlato di alimentazione finanziaria e distinzione managerialità-imprenditorialità. «Le start up e gli spin-off costituiscono un importante veicolo di innovazione e, se ben governate, possono creare sviluppo e ricchezza» - ha spiegato il prof. Mario Sorrentino, direttore del neonato Start up Lab - «In Italia  vi è un certo fermento e lo stesso sta accadendo in Campania. Con il varo dello Start up Lab il Dipartimento di Economia della Seconda Università di Napoli intende porsi a servizio del territorio, supportando e accompagnando i processi di creazione di impresa, con particolare riferimento alle forme di imprenditorialità studentesca e lo sviluppo dell’imprenditorialità nelle grandi imprese e nei centri di ricerca. È una sfida importante, che il Dipartimento vuole intraprendere facendo leva sull’enorme bagaglio di conoscenze ed esperienze presenti al suo interno, attraverso una sinergia massima tra impresa e università" Start Up Lab offre un insieme di servizi di eccellenza diretti a supportare i neo-imprenditori alle prese con l’avvio e lo sviluppo di una nuova iniziativa imprenditoriale innovativa. I servizi di Start Up Lab, in parte gratuiti e in parte in convenzione, coprono tutte le aree di fabbisogno conoscitivo e relazionale degli startupper, dal first assessment dell’idea imprenditoriale al venture capital financing, dal supporto per lo sviluppo di spin-off accademici alla gestione della proprietà intellettuale. L’Università ha il compito di favorire l’applicazione della ricerca. Come descritto dalle statistiche riportate dal Prof. Roberto Parente dell’Università degli studi di Salerno solo il 22% degli Spin-off italiani sono situati nell’intero territorio meridionale, nonché solo il 4% in Campania, ed il rapporto nuove imprese fondate da ex studenti/nuove imprese è solo 1 a 10 (Rapporto Netval). In particolare ricordiamo la presenza, tra i partner del Lab, del Presidende del C.I.R.A. Luigi Carrino, che ha descritto gli ambiti di ricerca, le finalità e le competenze messe a disposizione dalla società aerospaziale Tra le diverse personalità che hanno partecipato all’evento, l’aspirante startupper Noemi Angotti ha condiviso la sua esperienza ed il progetto che ormai da più di un anno porta avanti con una sua collega: un Hire Bike Casertano. Il suo interessante intervento ha posto l’accento sulle difficoltà da lei incontrate nel tentativo di realizzare il progetto di business e sul concetto di fallimento, qui nel nostro territorio. Così come Pierluigi Vasquez del Business Angel Network Campania si è soffermato su quella finanza innovativa, una finanza mancante, quella del VC, dei BA, che spesso nei loro forum di investimento notano una buona qualità del business plan, ottime competenze, un bel team, ma non un'adeguata strategia commerciale Ed è proprio per superare queste difficoltà che Start Up Lab nasce, mettendo a disposizione degli aspiranti imprenditori le conoscenze e le competenze necessarie a superare le barriere in entrata del business. Ma non solo. E' importante aiutare il take off di questi business non solo al fine di essere inglobati da aziende corporate, di più ampie dimensioni, ma anche per garantir loro una sopravvivenza e una condizione di going concern. L’incontro è terminato con l’intervento del Professore Emerito Sergio Sciarelli. Il suo chiaro e breve intervento è ruotato attorno alla necessità di coesione tra il laboratorio instauratosi e le imprese medio-grandi ai fini di garantire il proseguimento dei business avviati da una parte e sviluppo e l’innovazione dall’altra. "Lo spin-off deve essere e restare un laboratorio d'imprenditorialità, non dovrebbe ambire a divenire una grande azienda: non ha cash flow, ma produce essenzialmente innovazione! Dovrebbe avere il supporto e l'alimentazione finanziaria delle aziende medio-grandi".    

Il X festival dell’economia: ripensare, andare oltre

di Federico Giovanni Rega   Siamo stati alla decima edizione del Festival dell'Economia, a Trento,  un festival che non esiste altrove, in nessuna altra parte del mondo, parafrasando alcuni relatori, come Akerlof e Federico Rampini. Economisti, politici, giornalisti, studenti, studentesse, giovani e meno giovani, in un contesto culturale pazzesco, dove si è respirato un vivo dibattito, non solo economico, ma, oserei dire, sull'uomo, sulla società che viviamo e che forse potremmo/dovremmo migliorare. Trento si è tinta per alcuni giorni di arancione, di colori e sinfonie; fra le strade della città svolazzava lo scoiattolo, simbolo del Festival, e il tema centrale è stato quella della mobilità sociale. Sul banco degli imputati, le disuguaglianze (statiche e dinamiche) e la finanza tossica. A partire dal Direttore del Festival, il prof. Tito Boeri, abbiamo avuto il piacere e l'onore di ascoltare alcune fra le più illustri figure del panorama accademico globale contemporaneo, nonchè attori teatrali e leader politici. Solo per citarne alcuni:  due premi Nobel per l’economia, gli americani Joseph Stiglitz e Paul Krugman, personaggi nel campo dell’economia e della sociologia come la figura molto discussa e controversa di Thomas Piketty – autore del best-seller “Il capitale nel XXI secolo” – Christoph Scherrer, Lucrezia Reichlin, Lorenzo Bini Smaghi e molti altri autori impegnati nello studio della disuguaglianza e della mobilità sociale. Non è mancato poi il contributo di importanti figure istituzionali – in primis quella del presidente del consiglio Matteo Renzi, in un faccia a faccia con il premier francese Manuel Valls – del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan e del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Proprio di quest'ultimo, sin dall'inaugurazione, è stato citato il suo ultimo libro "Investire in conoscenza", esigenza così sentita nel nostro Paese, che ha tanto bisogno di investimenti pazienti, a lungo termine. La domanda che si è posta Lucrezia Reichlin, docente London Business School, è "What we want in the long-run?". "Non prendiamo a modello la crescita americana" è stato un po' il monito generale, soprattutto da parte di Stiglitz, così critico verso quel modello denso di disuguaglianze spaventose. Nel dibattito generale, si è partiti da quel settembre 2008, da quel big bang finanziario: mutui subprime, derivati, CDS, shadow banking... il capitale finanziario come imputato, un capitale da casinò. La finanziarizzazione è più viva che mai! Quali i possibili rimedi? Si sono contrapposte due correnti: da un lato, Piketty, dall'altro, Scherrer. Il primo propone una tassa unica globale sulla ricchezza, il secondo si oppone, constatando l'esistenza di differenti contesti, forme di capitalismo, istituzioni. A Federico Rampini è toccato l'arduo ma affascinante compito di ricostruire 10 anni della storia dell'economia. Il suo è stato un intervento pazzesco, dove in un'oretta e poco più ha spaziato qui e lì, riassumendo non la storia dell'economia, ma la storia dell'uomo, dell'Occidente, della Cina, del pensiero. La bolla della new economy, la Cina, l'euro, il protocollo di Kyoto, la FED, il crollo del mercato immobiliare, Lehman Brothers, il Q.E. Passando poi per la morte di Jobs e quella Silicon valley, laboratorio di modernità senza eguali al mondo, dove vi è quasi un'esaltazione della trasgressione creativa, un collettore di opportunità dove inventare senza brevettare (open source). Ma poi vi sono luci e ombre - continua Rampini -  dei cd "padroni della rete", dell'età dell'accesso con la sharing economy, un'economia che diviene però "pseudo gratuita". Ed ecco il nostro caos, il caos dell'Occidente, nuovamente decadente. Con la paura del deficit e del caos della Germania, in un "ordoliberalismus", che ha radici  in quella democrazia di Weimar destabilizzata dall'iperinflazione. E poi due punti chiave: i due motori del rilancio dell'economia sono sempre stati l'innovazione e la demografia, ma la popolazione che non crescerà più e forse è rimasta solo la prima. La crisi non è stata una lezione, nè vi è una lettura unica. Non abbiamo capito. Un tempo si discuteva di "Fine della storia" - dal volume di Fukuyama -  di come oltre questo modello, quello occidentale liberaldemocratico, non si andasse. La globalizzazione viene ad essere l’esito unico e migliore della storia stessa. Ma è veramente così? Si sta aprendo una nuova fase, forse - conclude Rampini - si conclude l'era della scoperta, del dominio dell'uomo bianco e "il pendolo della storia sta tornando a 5 secoli fa, verso l'India e la Cina". Rampini, ma un po' tutto il Festival e numerosi studiosi e pensatori ci invitano ad andare oltre, a ripensare il modello occidentale di economia, di finanza, di vita, di uomo.