“Crederci, viaggiare e coltivare passioni” – I consigli di Mary Franzese, Neuron Guard

di Federico Giovanni Rega |   L’innovazione può cambiare e migliorare le nostre vite. In un affascinante connubio, che è il medtechmedicina e tecnologia si incontrano con il mondo delle startup, sposano l’innovazione e propongono nuove soluzioni a problemi e malattie che attanagliano la salute umana. SUNeconomist ha l'onore di 'ospitare' una protagonista in tale ambito.   Abbiamo intervistato Mary Franzese, CMO e Co-Founder di Neuron Guard, di origini napoletane, Laurea in Economia e Master in Imprenditorialità e strategia in SDA Bocconi, ma soprattutto una grande, grandissima determinazione e voglia di cambiare il mondo, senza mai perdere la curiosità. Solo così è riuscita a uscire dalla comfort zone, fino a diventare una delle migliori 12 donne innovatrici d'Europa, per l'EU Prize for Women Innovators 2017. IMG_5239
- Cos'è Neuron Guard? Come nasce questo progetto rivoluzionario?
Neuron Guard è una startup innovativa basata a Modena che sta sviluppando un dispositivo medico per il trattamento dei danni cerebrali acuti. La soluzione si compone di un collare refrigerante per bloccare la morte dei neuroni, quindi fermare il danno, e un'unità di controllo esterna, da vendere in un primo momento a ospedali e servizi di emergenza, anche 911 in un contesto USA. Il progetto nasce nel 2013 da un'intuizione di Enrico Giuliani e da una esperienza diretta in famiglia di ictus. Dalla nascita al lungo periodo, il nostro obiettivo è diventare il defibrillatore automatico del danno acuto, posizionandoci in tutti i luoghi pubblici così da consentire a personale medico e laico di intervenire prontamente.
- Da studenti di Management, siamo interessati a quella "valle della morte", dall'idea al mercato. Il progetto Neuron Guard com'è divenuto un'impresa?
Il progetto è divenuto un'impresa seguendo le fasi tipiche di un'azienda: idea, sviluppo, ricerca fondi e opportunità di finanziamento. Dalla nascita ad oggi abbiamo reso il mero disegno brevettuale del nostro collare in un dispositivo vero e proprio che sarà utilizzato per i test su volontari e poi quelli clinici nei prossimi mesi. In tutto questo percorso, due sono stati gli elementi che ne hanno determinato il successo: le persone e le loro competenze, multidisciplinari e omogenee, che hanno reso possibile la continua interlocuzione con i player del settore.
  - E ora, vorrei focalizzarmi sulla tua figura, sulla tua persona e la tua storia, che seguo da un po'. Da Napoli alle certezze (o pseudo tali) della grande azienda, della comfort zone. Per poi uscire da quest'ultima e abbracciare l'innovazione, il rischio. Ricordo alcune interviste dove sostenevi "Modena è la nostra Silicon Valley" e si notava il tuo crederci fortemente. E così premi su premi, riconoscimenti su riconoscimenti, dall'Italia all'Europa a New York, e tantissimi messaggi di ispirazione per tutti noi dal tuo profilo Facebook. Insomma, avevo segnato tantissime cose belle di te, ma qualcuna mi sarà sfuggita di sicuro. Quali sono i consigli principali che daresti a noi studenti del Sud? Anzi, a noi studenti, in generale.
Non esiste alcuna differenza per me tra studenti del Sud e quelli del Nord, non mi piacciono queste discriminazioni. Credo nella necessità di mettersi in gioco, di approfondire, di viaggiare e fare esperienze all'estero, di non accontentarsi. Oggi il mercato del lavoro è super competitivo e bisogna essere ambiziosi nel nutrire e coltivare passioni e competenze che devono andare anche oltre il proprio settore. Io da economista sono finita in una startup che sta sviluppando un dispositivo medico e ammetto che trovo molto affascinante il continuo approfondimento del settore delle scienze della vita.
- Sarai a Startup Weekend Caserta, cosa dirai agli aspiranti startupper? (anticipaci qualcosina)
Cosa dirò agli startupper? Di essere testardi nel perseguire i loro obiettivi, che devono essere tangibili, misurabili e realizzabili. Consiglio inoltre di avere una visione chiara e lungimirante, di verificare la validità della loro idea continuamente perché il mercato evolve in modo molto veloce grazie agli attuali trend tecnologici. Infine, di selezionare le persone giuste per il loro viaggio imprenditoriale.
- Qui, spesso ci si sente stanchi e delusi, dalla propria terra o dalle opportunità che non vi sono.   Qual è la ricetta per continuare a crederci?
Non esiste ricetta segreta ma il trucco è vedere un aspetto positivo in tutto quello che ci accade. Tutto segna e tutto insegna. La vita va affrontata con atteggiamento resiliente e non bisogna auto-punirsi in caso di fallimento. Il fallimento è infatti una preziosa opportunità di crescita, mediante la quale ci mettiamo in gioco e scopriamo la nostra vera natura.
_________________________________________________________________________ Voglio solo aggiungere un paio di cose per ringraziare Mary Franzese, che è stata davvero gentilissima e disponibile. Ci ha dedicato non pochi minuti, anche se era a New York per Neuron Guard. Così come quotidianamente su Facebook condivide messaggi positivi, d'ispirazione, pieni di carica e guidati forse dalla voglia di cambiare il mondo, ma insieme. Possiamo dare e avere, condividere e contribuire, nel nostro piccolo, per migliorare le cose e innovare. Nessun uomo è un'isola.