Al di là del PIL (pt. 2) La “via della crescita” e perché il PIL deve aumentare

"La crescita si misura con un segno stenografico della statistica che si chiama PIL, prodotto interno lordo" - scrive Fabrizio Galimberti, illustre firma del Sole 24 Ore . Abbiamo già parlato del PIL e, in un articolo precedente, del perché questa grandezza non dia appieno una misura del benessere rettamente inteso. Già da tempo sono stati introdotti indicatori alternativi, dall'Indice di Sviluppo umano (Human Development Index) alla famosa Felicità interna lorda, in uso nel Bhutan. Eppure, leggendo le parole di Galimberti, mi sembra di leggere una risposta, un'analisi in grado di chiarire i dubbi, far riflettere, al di là dei punti deboli del PIL: "In molti istituti statistici, a partire dall'Istat, ferve un lavoro di costruzione di indicatori più complessi per valutare il "benessere delle nazioni". Ma non bisogna disprezzare troppo il PIL, anche se esso si limita al benessere materiale. Sono stato recentemente in India e ho visto scene di abietta povertà che fanno riflettere: chi vive in catapecchie fangose vuole prima di tutto avere una casa decente, qualcosa da mangiare, un' istruzione per la speranza di una vita migliore...Sarebbe ozioso chiedere a questa gente qual è lo scopo della crescita. Primum vivere, deinde philosophari..." In questo brocardo latino sembra riaffiorare quell'esigenza primaria che l'Occidente forse dimentica, esigenza, materiale, ma di vita. Prima vivere, poi filosofare? Non si può mangiare più di tanto, ma non si può non mangiare. [caption id="" align="alignnone" width="592"] Fonte Infografica: http://www.soldionline.it/infografiche/infografica-il-pil-italiano-dal-2008-a-oggi[/caption] Il PIL deve aumentare e occorre trovare la via della crescita, secondo Galimberti, per (almeno) due ragioni: avere più risorse a disposizione (l'esperienza e la storia suggeriscono che i bisogni umani sono praticamente infiniti) e ,scopo ultimo di un sistema economico, dare lavoro e poter creare occupazione. Ma allora, perchè alcuni Paesi sono poveri e altri ricchi? E quando un Paese è ricco e cresce prosperamente? Daron Acemoglu, economista turco, stimato professore del MIT (Massachussetts Institute of Technology), tra i 10 migliori economisti del mondo, ci offre una risposta in Perché le nazioni falliscono. Alle origini di potenza, prosperità, e povertà (Acemoglu D., Robinson J., 2013) :
La crescita prospera nei Paesi in cui gli incentivi sono giusti.
Ossia, laddove viene incoraggiata una politica inclusiva, che offra ai cittadini concreti vantaggi a fronte di un maggior impegno, nel lavoro, nella produzione. Al contrario, una politica estrattiva, che estragga dai cittadini denaro e risorse, spegnendo l'energia e la voglia di fare, porterà alla povertà.