Rischio, incertezza e quel vento di “distruzione creatrice”

  Gli imprenditori profondono energie per l’affermazione di innovazioni attraverso le quali offrire soluzioni in grado di rispondere a bisogni insoddisfatti. Gli imprenditori sono dei cacciatori di sfide (H. Byers, 2011).
Sto leggendo "Lo Stato innovatore" di Mariana Mazzucato. Il sottotitolo è Sfatare il mito del pubblico contro il privato, ma non basterebbe un articolo, un altro libro, per descrivere il lavoro di ricerca che l'economista  (tra i maggiori studiosi dell'innovazione secondo New Republic) sta conducendo in questi anni e riassume nel suo ultimo capolavoro. Attraverso un'analisi attenta, smonta e fa crollare i miti, le convenzioni e le convinzioni che predominano i salotti di politica economica e l'economia tradizionale, quella dei modelli astratti, dell'homo oeconomicus razionale e della mano invisibile ... ( ma sappiamo come miti e preconcetti siano ben radicati in tutte le sfaccettature della nostra società). Lo Stato non è il gattino debole e indifeso, né l'impresa privata è il leone... Lo Stato viene visto spesso come il Leviatano di Hobbes, bollato come una forza inerziale, un macigno pesante e ingombrante... ma lo Stato può non solo correggere i fallimenti del mercato, può creare nuovi mercati (nel libro ci sono varie dimostrazioni e casi, non solo negli USA), avere un ruolo chiave e assumersi, insieme al settore privato, i rischi della ricerca e dell'innovazione. Talvolta, e soprattutto per le innovazioni più radicali e rischiose (secondo la Mazzucato), c'è bisogno della longa manus dello Stato. lion & cat Voglio soffermarmi qui, su un paragrafo in particolare, dedicato al rischio d'impresa. Cos'è l'imprenditorialità? Chi è l'imprenditore? - s'interroga la Mazzucato...   Tra i più grandi economisti  del XX secolo c'è sicuramente lui, l'austriaco Joseph Schumpeter, un vero e proprio guru e teorico dell'innovazione. Egli vede l'imprenditore come una persona (o  un gruppo di persone) che ha la volontà e la capacità di trasformare una nuova idea in un'innovazione di successo. Si tratta dunque di creare un prodotto nuovo, un processo nuovo o creare un mercato nuovo per un processo o prodotto già esistenti.
[caption id="" align="alignnone" width="288"] L'imprenditorialità usa il vento della distruzione creatrice![/caption]
L'imprenditorialità usa il vento della distruzione creatrice  per rimpiazzare innovazioni di grado inferiore, creando anche nuovi modelli d'impresa (Schumpeter 1949). Ogni nuova tecnologia produce quella distruzione: il motore a vapore, la ferrovia, l'energia elettrica, l'elettronica, l'automobile, il PC, Internet... Ognuna di esse ha distrutto tanto quanto ha creato, ma ognuna ha favorito anche un miglioramento del benessere complessivo. Per Frank Knight e Peter Drucker l'imprenditore è una persona che si assume dei rischi in nome di un'idea, spendendo tempo e capitali in un'avventura dall'esito incerto. Il rischio d'impresa è anche un rischio altamente incerto.   Anche John Maynard Keynes sottolineò la differenza tra incertezza e rischio:
Incerta è la prospettiva di una guerra in Europa, il prezzo del rame e il tasso d'interesse fra vent'anni, l'obsolescenza di una nuova invenzione (...) Su questi quesiti non esiste una base scientifica a cui affidarsi per elaborare una probabilità calcolabile. Semplicemente non lo sappiamo!
keynes incertezz   Fonti e riferimenti bibiliografici: Byers,T. H. (2011) Technology Ventures - Management dell’imprenditorialità e dell’innovazione, The McGraw-Hill Companies Drucker P. (1970) Technology, Management and Society, Oxford Keynes J. M. (1936) The General Theory of Employment, Interest and Money, New York Knight F. (1921), Risk Uncertainty and Profit, Washington Mazzucato M. (2011), The Entrepreneurial State, Demos, London (ed. italiana Lo Stato Innovatore, Laterza) Schumpeter J. (1949) Economic theory and Entrepreneurial History, Harvard University Press, Cambridge