Startupzionario by Idea Startup

Versione originale: http://www.ideastartup.it/startupzionario/     © 2014 Idea Startup     startupzionario2   Fonti: Italiastartup, wikipedia, lobbyinnovazione, Investopedia,ninjamarketing STARTUP:  una startup è una società progettata per crescere rapidamente. Non è necessario per una startup essere basata sulla tecnologia o ricevere finanziamenti di rischio o avere una sorta di “exit”. L’unica cosa essenziale è la crescita, tutto quello che si associa alla startup è conseguenza della crescita. INCUBATORE: è un luogo dove si condividono spazi e servizi, la startup non riceve mentorship ma ha accesso ai servizi e al networking. In cambio paga un affitto mensile per postazione e riceve: network – amministrazione e legale – spazi e connetività. ACCELERATORE: l’acceleratore opera nel primissimo periodo di vita dell’azienda e la supporta con mentorship, con un luogo fisico dove operare e con i servizi necessari alla sua crescita; è gestito principalmente da imprenditori e mentors ed è un luogo dove si riceve assistenza sul modello di business. L’acceleratore aiuta la startup a: definire il business model – utilizzare le metriche – preparare il round di seed – prototipare il servizio/prodotto – accedere alla tecnologia – effettuare i primi test commerciali. BUSINESS ANGEL: I business angel sono individui che investono i propri denari in aziende in cambio di partecipazioni, presenti o future, nel capitale di queste. Contribuiscono con la loro presenza alla crescita della startup e questo garantisce minor probabilità di fallimento rispetto alle imprese che si basano su altre forme di finanziamento iniziale. Entrano in gioco nella fase iniziale di “round seed” colmando la lacuna in fase di primo finanziamento chiedendo ad amici e familiari. VENTURE CAPITAL: Il venture capitalist opera attraverso un veicolo o un fondo investendo soldi di terzi. Fornisce il capitale finanziario agli stadi iniziali, ad alto potenziale e ad alto rischio, alle imprese a forte crescita. Il fondo di venture capital guadagna attraverso il possesso di partecipazioni in società nelle quali ha investito.  Il venture capitalist di solito investe in quello che è denominato “round A”, fornendo capitali per la crescita e acquisendo quote di minoranza. PRIVATE EQUITY: Il private equity è un’attività finanziaria mediante la quale un investitore istituzionale rileva quote di una società target, ossia l’obiettivo, sia acquisendo azioni esistenti da terzi sia sottoscrivendo azioni di nuova emissione apportando nuovi capitali all’interno della target. Un fondo di private equity a differenza del venture capitalist, di solito acquista il controllo di maggioranza di una società già matura. FASI DI FINANZIAMENTO:
  • Pre-Seed: l’investitore interviene nella fase di sperimentazione, in cui non esiste ancora un prodotto e l’azienda non è strutturata, ma viene finanziata solo un’idea o un’innovazione. Sotto il profilo del rischio-rendimento sono caratteristici del pre-seed apporti finanziari molto contenuti e livelli di rischio molto elevati, è la fase dove si riscontra una elevata mortalità.
  • Seed: Apporto di capitali nella fase di avvio dell’attività produttiva, quando l’impresa già esiste, ma non si conosce ancora la validità commerciale del prodotto o del servizio. Tale servizio ha un rischio molto simile a quello del pre-seed financing e necessita che il finanziatore abbia buone competenze tecniche, ma spesso le fasi di sperimentazione a livello di prototipo e di brevetazione sono già state fatte: la società e il suo management sono già esistenti.
  • Round A: Si parla di first stage financing (Round A) quando l’avvio dell’attività produttiva è completato, ma la validità commerciale del prodotto o servizio è ancora da verificare e sostenere. L’imprenditore in questo caso cerca fondi per finanziare un business già esistente, ma che necessita di essere lanciato e crescere. In questo tipo di operazioni sono già superate le fasi di ideazione, progettazione, sperimentazione, è quindi possibile che l’investitore abbia un profilo meno tecnico e più commerciale: il suo intervento si basa prevalentemente sul finanziamento e sulle competenze manageriali necessarie per il successo nella commercializzazione del prodotto.
  • Round B: Si tratta di una modalità di investimento particolarmente adatta alle esigenze di una startup di media dimensione,mature per fare quel salto dimensionale necessario per consolidare o migliorare la propria posizione all’interno del contesto competitivo. Vengono attivati finanziamenti che aiutano imprese che si trovano in una situazione stabile, consolidata, che hanno bisogno di capitali per realizzare operazioni di crescita, quali ad esempio acquisizioni di altre società, ingresso in nuovi mercati, realizzazione di cambiamenti interni che comportano investimenti ingenti.
CASH FLOW: il cash flow è la capacità di generare cassa e quindi di ripagare il debito e remunerare gli azionisti: - il cash flow esprime la differenza tra entrate ed uscite di cassa - se l’impresa ha un cash flow positivo (entrate>uscite), l’azienda dispone di risorse liquide per finanziare le gestione corrente, coprire i debiti a breve, ma anche finanziare nuovi progetti - un cash flow negativo (entrate<uscite) è indicatore di rischio aziendale, ed è tipico della fase di startup. In questo caso è fondamentale l’analisi di break-even del cash flow, che indica la dimensione minima dell’attività aziendale che determina una generazione di cassa. - la presenza di cash flow negativi ha effetti sul costo del debito dell’azienda. Questa variabile è fortemente influenzata anche dalla struttura, dalla stabilità e dalla prevedibilità dei flussi futuri. ELEVATOR PITCH: l’elevator pitch ha come obiettivo di esporre gli aspetti salienti di un progetto d’impresa in un discorso chiaro, conciso ed efficace, in grado di catturare l’attenzione dell’interlocutore di media cultura nel tempo tipico di una corsa di un ascensore (2-3min max). DEAL FLOW: Flusso delle opportunità di investimento individuate e analizzate da un investitore nel capitale di rischio. I canali da cui si ricevono deals solitamente sono:
  • “Cold emails”
  • Network di conoscenze
  • Eventi (Demo Days, Pitches, etc.)
  • AngelList
CALL OPTION: Diritto ad acquistare da un soggetto determinato la partecipazione nell’impresa da quest’ultimo detenuta, a condizioni prefissate, ad una certa data oppure al verificarsi di determinati eventi. CAPITAL GAIN: Differenza tra il prezzo di acquisto di una partecipazione e il ricavo derivante dalla sua vendita. Rappresenta la fonte di ricavo principale di un investitore nel capitale di rischio. DEVELOPMENT CAPITAL: Investimento in capitale di rischio effettuato nelle fasi di sviluppo dell’impresa, realizzato attraverso un aumento di capitale e finalizzato ad espandere (geograficamente, merceologicamente, …) un’attività già esistente (definito anche Expansion capital). BOOTSTRAPPING: E’ il processo di auto-finanziamento che vede l’imprenditore sostenere il processo di startup esclusivamente con i suoi mezzi, senza l’apporto di capitale esterno. LOVE CAPITAL: Capitale raccolto presso i propri familiari, parenti e amici per l’avvio e lo sviluppo dell’impresa. EXPANSION FINANCING: Investimento in capitale di rischio effettuato nelle fasi di sviluppo dell’impresa, realizzato attraverso un aumento di capitale e finalizzato a espandere geograficamente e/o merceologicamente  un’attività già esistente. COWORKING: Il coworking è una modalità innovativa di lavorare che prevede la condivisione di spazi fisici e di servizi in apposite strutture nate allo scopo di fornire un’alternativa al lavoro in casa a tanti professionisti e piccoli imprenditori. E’ possibile anche solo affittare una scrivania, una sala riunioni o una semplice postazione a tariffe vantaggiose e per periodi che vanno da poche ore ad alcuni mesi. MENTOR: Il mentor durante il processo di start-up risulta una figura molto importante, soprattutto per chi come la maggior parte degli startupper, muove i primi passi nel mondo imprenditoriale. I suoi suggerimenti possono essere un utile supporto, specie nella fase di creazione e strutturazione del business plan. MINIMUM VIABLE PRODUCT (MVP): è una strategia usata per testare le caratteristiche del proprio prodotto (primo prototipo) nel mercato in maniera rapida ed efficace. Si caratterizza per essere fatto principalmente nella primissima fase di vita di una start-up, per capire i feedback e suggerimenti da parte degli early adopter. Fondamentale per capire subito se si sta costruendo un prodotto che il cliente non vuole in modo tale da cambiare prima che sia troppo tardi. TRACTION: per traction si intende la prova che qualcuno vuole il tuo prodotto, l’evidenza quantitativa della richiesta del mercato. La si può intendere come l’insieme dei valori nel seguente ordine (da adattare ad ogni singola startup): - Profitability - Revenues - Active users - Registered users - Engagement - Partnerships/clients - Traffic CONTINUA LA TUA RICERCA --->  http://www.ideastartup.it/startupzionario/