Credit Crunch: la stretta del credito in Italia – Dati, cause e riflessioni

Il nostro sistema creditizio sta attraversando, ormai da diversi anni, una fase di stazionamento e regressione. In modo più specifico, e senza più nascondersi, siamo in piena fase di stretta del credito, il famoso credit crunch. credit crunch Gli istituti di credito hanno registrato una diminuzione dei finanziamenti ai residenti in italia in generale, e quindi dalle famiglie consumatrici alle società per azioni, di circa il 15% dal 2006 ad oggi e tutto questo ha avuto le sue note e ovvie ripercussioni sull'economia reale. Si è ampiamente discusso delle cause che hanno originato questo particolare tipo di fenomeno e possiamo pacificamente utilizzare un approccio didattico alla questione dicendo che il credit crunch può venir fuori da due cause fondamentali: una legata all'andamento dell'economia e l'altra legata alle nuove regolamentazioni. Dando uno sguardo al passato in questi ultimi anni possiamo notare come effettivamente  l'approccio adottato , e questa combinazione di  cause, possa considerarsi del tutto confermato visto che paradossalmente la stretta del credito che stiamo ancora vivendo oggi sembra trovare le sue radici in entrambi le ragioni esposte in precedenza. Infatti la crisi dei subprime statunitense e tutte le conseguenze sotto il piano economico e finanziario che si è portata dietro hanno sicuramente spinto sull'acceleratore dell'incertezza all'interno dell'economia reale di tutto l'occidente, ma non solo, perchè la stessa crisi dei mutui negli USA ha scatenato un'altra reazione che si è rivelata una grossa zavorra per gli istituti di credito e le loro concessioni di crediti. Zavorra che ha un vero e proprio nome, Basilea 2 e 3, e che non è nient'altro che una nuova regolamentazione del sistema del credito mondiale dove al fine di garantire una maggiore stabilità e sicurezza all'economia generale si sono aumentate le barriere a protezione dei rischi che vengono assunti dalle banche, frenando cosi in modo cruciale le loro attività di affidamento. Quindi è tutta colpa degli USA? NO, è tutta colpa dei manager e dell'avidità del capitalismo. Se solo il capitalismo non fosse stato cosi spietato nella ricerca esasperata di ricchezza  e i manager non fossero stati cosi orientati al breve periodo per raggiungere dei traguardi (molte volte di "utili" fissati dai capitalisti) alla raggiunta dei quali c'erano enormi bonus probabilmente non si sarebbero creati strumenti pericolosissimi come gli strumenti finanziari derivati (c.d. strumenti salsiccia) che hanno messo e ancora oggi stanno mettendo in ginocchio l'economia occidentale.  

Manuel Palmiero